This site uses cookies to provide a better experience

Inaugurazione mostra "Essere nel presente, così si fa la storia!" personale di Francesco Russo.

Spazio Raw Milano, 10 dicembre 2015

Essere nel presente: così si fa la storia

Maggio 2015, Cisternino (Brindisi), Italia

La mia ricerca creativa si dirige verso approfondimenti che riguardano l’identità, rivelandosi attraverso lo specchio espressivo ed evocativo, manifestandosi lungo un percorso d’arte figurativa nella pittura.
L’arte rivelatrice di nuove visioni è arrivata oggi ad un punto cruciale, determinante nel momento in cui si é liberata dall’intellettualismo fine a sé, dando un apporto importante all’universo del sociale, sviluppando la nostra civiltà, insieme ai contributi di saggisti e filosofi, poeti e scienziati, fisici, ricercatori e diversi sperimentatori.La globalizzazione mondiale ha permesso un incontro tra culture, concedendo una unificazione storica e culturale che unisce la conoscenza dell’occidente e raggiunge quella dell’oriente.
Il nuovo mondo rappresenta la concretezza e l’astrattezza del ”nuovo tempo” che stiamo vivendo.
Anche la tecnologia e l’informatica hanno dato nuove sfaccettature all’identità. Il web, per esempio, ha dato la possibilità di crearsi nuove identità, di falsificare la propria particolare identità, di reinventarsi, di rendersi anche invisibili.
Ma l’invisibilità può aprire la rivelazione di un elevato Sé, un sé sottile, che svelo nelle mie opere partendo dal centro “io sono “.
Queste nuove nature, identità sopraggiunte anche con il virtuale, contraddistinguono un percorso personale e collettivo che vede protagonista il passaggio “da una verità su di sé a un’altra verità su un sé collettivo più elevato.
Chi è veramente l’uomo ? Dove la nostra civiltà guarda? dove va?
Quesiti che hanno sempre interessato sia studiosi, artisti e letterati, sia gli spiriti eclettici e i ricercatori.
Buono specchio di tutta questa trasformazione identitaria è l’arte che ricerco nei miei tre cicli espressivi, attraverso la sensibilità dei tre linguaggi così diversi ma di puro avanzamento nell’avanguardia espressiva.
Il mio percorso di ricerca artistica, giunge al centro di sé grazie ad un processo di pulizia, di eliminazione del superfluo, così come in meditazione si ricerca il vuoto, il silenzio attraverso l'annullamento dell'attività dei pensieri.
Al centro …nel Sé risiede la verità ultima, l’invisibile dove ci si risveglia e ci si identifica con la gioia infinita che risiede in noi.
Utilizzo colori esaltati, fluo o armonici, o stridenti negli opposti. Uso enfatizzare, esaltando musicalmente, il potere in sé del colore, della geometria e delle forme.

I Tre cicli sono:
1) Nel linguaggio minimale, rivelo l’invisibile eliminando l’inutile, il ricordo, il sentimentalismo, le speculazioni fini a se stesse, gli attaccamenti, arrivando così al centro, "all’io sono, al Sé".
Metto in rilievo le "forme autoctone”, le “forme pensiero” o il binomio "cielo-terra”, grazie all’uso di un linguaggio geometrico-simmetrico, servendomi di simboli, come l'elemento cerchio che rappresenta l’esaurimento di tutte le religioni, la globalità della psiche, della coscienza e dell’inconscio, nostra parte costitutiva, che esprime il Sé, la coscienza.
Il centro, l’io, la ricerca del sé, come ci rivela nei suoi saggi l’occidentale C. G. Jung attraverso la conoscenza proveniente dall’oriente, è ricerca di armonia. Il cerchio, o ruota solare, rappresenta l’ordine spirituale.
Nel quadrato si rivela la realtà, la materia, la concretezza dell’equilibrio, la razionalità stabile che va verso la ricerca della perfezione, forme interdipendenti che ci fanno sviluppare l’intuizione di una verità nell'invisibile.
2) Attraverso le opere “flash ritratti”, indago l’io individuale e la personalità nel carattere fisionomico della bellezza, nella fisicità e espressiva mutevolezza del corpo e quindi nella dualità terrena e nell’ambito della fisicità mutevole dell’essere corporeo.
3) Le ultimissime opere, di fine 2014 e inizio 2015, terzo e ultimo ciclo, sono opere organiche, dove utilizzo materiali naturali vari, come teschi, ossa, conchiglie, foglie, oggetti del mondo manifesto: “ la fine ultima” , “ io sono cibo dell’universo”, "composizione organiche” ecc…..
Tutta questa mia esperienza si rispecchia nell’opera che oggi creo; nelle installazioni, composte come un racconto attraverso i tre linguaggi-cicli: così i tre cicli diventano interdipendenza di tre momenti linguistici e espressivi totalmente personali: i motivi geometrici nell' “io sono”, l’invisibile, il sottile e le personalità nei “flash ritratti”, mentre negli “organici" la legge della materia.
Nell’insieme rappresentano un segnale, un messaggio oggettivo, l’esperienza e il fine ultimo dell’essere, in un'identità vera e terrena che vive nell’essere collettivo di oggi.
Nelle installazioni, con le opere dei miei tre cicli, cerco di risvegliare un interrogativo, così come cerco di trasmettere all’osservatore un certo ordine sottile, agendo nella psiche e nell’elevazione, al fine di un processo naturale di liberazione... nell’auto-guarigione.

Francesco Paramananda Russo. www.francescorusso.com

"Essere nel Presente. Così si fa la storia!"
Mostra personale di Francesco Russo

Video di Maria Balderi

Allo Spazio Raw, Francesco Russo (Caltagirone, Italy ‘46,) espone, in una trentina di opere, tre cicli pittorici sull’identità che simboleggiano il completamento del suo percorso artistico: “Chi siamo! da dove veniamo! e dove stiamo andando!”.
Dopo varie esperienze attuate tra l’India, Milano, New York, Francia e Puglia, dove oggi abita e lavora, si sviluppa la sua ricerca -
pratica in uno stile minimale e gioioso.

La prima serie si manifesta sia con astratti che con ritratti, oli su tela realizzati con tecnica mista, con l’aggiunta di pigmenti fluorescenti. La musicalità, la ritmicità e l’armonia, data dal colore e dalle forme dei geometrici rende le opere gioiose, «Terapeutiche, in grado di ricollegare l’osservatore al vero senso della vita, al gioco naturale e vero della vita-esistenza, - spiega Francesco Russo - la vera natura dell’essere». Gli astratti rispondono inoltre all’interrogativo “Da dove veniamo”: ricordando nel senso estetico i Mandala (Io sono), letteralmente un “cerchio di inni”, raggiungono il centro più intimo, profondo dell’uomo.
Per quanto riguarda i ritratti, l’artista dipinge, con linee minimaliste, personaggi comuni oltre che noti, come cantanti, scienziati o personalità storiche.
L’ultima serie si concretizza in composizioni organiche elaborate sempre con tecnica mista: foglie vegetali, conchiglie marine, specchi, ossa, crani umani o di animali, per esempio di coccodrillo, coniglio o di capra. Dal fascino shakespeariano, amletico, l’osservatore riflettendosi nello specchio scorgerà oltre alla propria immagine, rappresentante l’essere, anche il non essere… questo per guardarsi nella propria completezza. Geometriche, partendo anch’esse da un centro,” l’io sono”, presentano “la fine ultima” e il “Cibo dell’universo”in opere organiche.

di Valentina Cavera